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Anteprime » Ar Tonelico
Anteprima a cura di Magnvs
Ar Tonelico mi è arrivato pochi giorni fa (si parla del 15/03/07, ndw), e devo dire che per ora non mi ha affatto deluso: package curatissimo, grafica 2d splendida, dettagliata e, anche se potrei essere in errore, gli sprites durante i combattimenti sembrano hi-res. L'OST, come nell'OAV, è di ottima qualità, partendo dalla splendida OP per passare ai brani di commento e a quelli più intensi delle esplorazioni e dei combattimenti, con uno stile j-pop che sfuma su altri generi con classe.
Il battle system (casuale, ma con una dose fissa di nemici per dungeon) è piacevole, ma soffre dell'eccessiva potenza delle magie delle Reyvateils che, se lasciate caricare per qualche turno, spazzano via praticamente qualsiasi cosa senza problemi di sorta, boss compresi. Una menzione d'onore, invece, va al sistema di crafting, riuscitissimo, ricco di infinite combinazioni e impreziosito da spassosi dibattiti sulla scelta del nome degli items, senza contare che per una volta il crafting è fondamentale per procedere nella trama. Anche la possibilità di personalizzare ogni oggetto equipaggiabile attraverso numerosissimi cristalli aggiunge profondità ad un comparto di customizzazione dei personaggi altrimenti assente.
Il plot è ben strutturato, partendo in medias res e dando solo dopo alcune ore gli indizi necessari per farsi un quadro della situazione, con parecchio backtracking ma un'ottima gestione dei rapporti fra i personaggi e dei dialoghi. Gli artworks a tutto schermo che si accompagnano alle conversazioni sono imho molto curati, con un'attenzione notevole al design delle armature e degli oggetti (il braccio meccanico di Jack, o le giunzioni dell'armatura del Cardinale Radolf).
Per contro, sono presenti nel plot alcuni luoghi comuni del genere, per altro ben metabolizzati dalla trama, e gli avversari inizialmente sono ben poco carismatici, risollevandosi solo dopo la prima fase del gioco.
L'esplorazione extra-dungeon, poi, è limitata ad aree veramente minime, ed in una città capita di visitare una piazza senza poter entrare in una sola casa, un po' come accadeva nel primo Arc the Lad. La mappa delle città, da cui si seleziona l'area in cui entrare, è realizzata in uno splendido 2d che ricorda da vicino Saga Frontier 2, ma la mappa 3d è DISGUSTOSA. Salvo per la torre di Ar Tonelico, per cui è stata "sprecata" qualche texture, la mappa del mondo è un'accozzaglia di poligoni appuntiti e mal texturizzati, orribilmente contrastanti con lo stile lussuoso del 2d usato nel resto del gioco.
Chi aveva osato criticare la world map di Tales of the Abyss si prepari ad un trauma di fronte a quella di Ar Tonelico, anche se almeno non ci sono bugs, a differenza di ToA .
Per chiudere le critiche, le sequenze animate, purtroppo, sono di qualità discontinua: troppa computer grafica e un dislivello abissale rispetto alla qualità degli artworks in game, ma se non altro il filmato dell'OP si salva.
Passo poi all'aspetto più innovativo del titolo, ovviamente tale solo per il mondo occidentale: la fusione di jrpg e simulazione d'appuntamenti, cosa per altro non del tutto vera, dato che il rapporto fra il protagonista e le Reyvateils (ragazze che usano canzoni magiche traendo il potere dalla torre di Ar Tonelico) assomiglia più a quello fra uno psicanalista e la sua paziente: per sbloccare le magie delle Reyvateils dovrete letteralmente entrare nella loro mente, sbloccando le loro fobie ed i loro contorti mondi interiori, utili a svelare lati nascosti della trama e con qualche rimando sessuale neppure troppo velato.
Eliminando le loro paure dall'interno si potranno sbloccare sortilegi sempre più elaborati ed entrare sempre più in profondità nella psiche delle Reyvateils, assistendo ad una serie di siparietti spassosissimi, specie perchè nella mente di ognuna rivivono tutti i personaggi del mondo reale, ma reinterpretati a seconda del loro punto di vista.
In conclusione, per ora Ar Tonelico mi sta dando tutto quello che mi aspettavo: un plot solido e d'atmosfera, dei personaggi piacevoli e capaci di interagire reciprocamente, passando dai dialoghi di tono alto fino alla comicità (non buffonesca, fortunatamente, almeno nelle scene del mondo reale), ed un tono anime nel ritmo della narrazione che, per quanto mi riguarda, costituisce un punto a favore decisivo. Se poi uniamo a questo una OST, secondo me, da avere e degli artworks pregevoli si ottiene un piccolo capolavoro, per il cui arrivo in occidente mi sento di ringraziare ancora la Nippon Ichi.