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Recensioni » .hack // G.U. vol. 3 Redemption
Data di uscita:
18/01/07 -
10/09/07 -
//
Sviluppatore: CyberConnect2
Giocatori: 1
Autore della recensione: Kenji
Versione del gioco:
US
Welcome... to The World
Sei anni fa Bandai annunciò un nuovo progetto, un action gdr con destinazione Playstation 2, con il nome di project .hack. Il gioco, affidato Hiroshi Matsuyama ed al
team di sviluppo della CyberConnect, Software House conosciuta precedentemente su Playstation 1 con Tail Concerto, e successivamente affermatasi con i giochi tratti dal
manga “Naruto”, proponeva un’idea molto originale, e allo stesso tempo pericolosa: proporre un gioco d’azione che simulasse in tutti gli aspetti un MMORPG. .hack non
riuscì pienamente nel suo intento, proponendo un universo completo e ben definito, una trama solida e ben orchestrata e le caratteristiche tipiche dei MMORPG come
le mail e i forum, ma allo stesso tempo un gameplay debole, mal bilanciato, incredibilmente ripetitivo, con ambientazioni di qualità così scarsa che raramente
se ne vedono in giro. In una parola, pessimo. Comunque, la serie riscosse un buon successo in Giappone e nel mondo e il progettò potè così
continuare con nuovi episodi e spin off realizzati in anime e fumetti che ne completarono l’intera, grande trama.
Concluso il project .hack, l’enorme numero di fan desiderava un seguito, un nuovo titolo che mandasse avanti la saga, e cosi Bandai, fusa con Namco, registrò il
project G.U.
La nuova serie partì con l’intento di riscattare il titolo dalla nomina di “brutto gioco” che la prima serie aveva lasciato agli occhi dei giocatori, propose una veste
grafica totalmente ricreata da zero e adattata agli standard qualitativi dei giochi di quegli anni, riprese concetti fondamentali caratteristici del project .hack, li ampliò,
e ne aggiunse di nuovi.
Ambientata nella nuova seconda versione di The World sette anni dopo la fine del quarto e ultimo gioco di .hack, quarantine, la nuova serie G.U. parla di un mondo
totalmente immerso nella tecnologia avanzata che sfrutta la rete e nei giochi online e di una forma di vita che nasce, e vive sulla rete, sotto forma di I.A.
Il nuovo progetto, l’hack Conglomerate, venne diviso in tre volumi di giochi destinati ancora una volta all’utenza Playstation accompagnati da un anime che ne fa da prequel, e
solo recentemente da un OAV che fa da sequel al terzo volume, di cui parlerò piu avanti. Al progetto sono stati aggiunti vari manga non inerenti al filo principale della
storia della serie e un film in Computer Grafica che uscirà il prossimo anno.
La nuova serie iniziò la sua corsa al successo. Alla fine il lungo percorso che ha portato G.U. prima in Giappone e poi in America si è concluso, con l’arrivo nei
territori statunitensi del terzo volume, Redemption.
Dopo due volumi di incertezze sia a livello narrativo e sia a livello di gameplay, Redemption ha il compito di concludere la serie, definirla nei vari aspetti, e magari, aprire le
porte ad una eventuale continuazione della saga nelle nuove console next generation.
That’s why I’m here...
Alla fine di Reminisce i fan restarono a bocca aperta per la scena conclusiva che vedeva Haseo e Atoli discutere degli ultimi eventi nella Cattedrale, dove poco dopo si
ripresenta a loro Ovan, tornato dopo lo scontro tra lui e Haseo a Coite Bodher Battlefield. Ed è proprio da qui che comincia Redemption.
Il gioco comincia con Haseo a Dragonbein Range, il luogo dove scoprì la verità che per mesi ha cercato a lungo, che il suo vecchio amico, Ovan, è la
causa di tutte le sue sofferenze. Haseo è in preda alla rabbia per tutto ciò che è successo negli ultimi mesi, soprattutto dopo le rivelazioni di Ovan
prima del loro scontro. Perché Ovan è Tri Edge? Perché ha mandato in coma Shino e tutti gli altri Lost Ones? Qual è il suo obiettivo?? Haseo
non ha risposta a queste domande, ma decide di continuare a lottare per salvare tutti da AIDA, che dopo aver “esplorato” le coscienze umane decide di agire anche sul
mondo reale provocando disordini di larga scala in tutto il mondo.
Poco dopo, il gruppo scopre che Yata è stato rimosso dal ruolo di capo della sezione G.U. della CC Corps e che è scomparso anche nel mondo reale, e che al
suo posto è entrato al comando Sakaki, tornato alla carica dopo essere stato sconfitto da Haseo Pi e Atoli a Dragonbein Range.
Mentre Pi decide di andare alla ricerca di Yata nel mondo reale, Sakaki organizza un torneo speciale al Sage Palace dove sono riuniti tutti i più famosi combattenti
dell’era di The World R:2 col tentativo di distruggere Haseo e gli altri Epitaph Users. Haseo accetta l’invito, promettendo di riuscire a sconfiggerlo definitivamente.
Questo è un piccolo riassunto di ciò che il gioco ci racconta nelle prime due ore di gioco e che fa da introduzione a quello che è l’intero atto finale
della storia della trilogia. La trama viene narrata per quasi tutto il gioco attraverso cutscenes realizzate in real time, ma sono presenti rari casi in cui vengono usati i text
boxes accompagnati dal voice acting dei doppiatori dei vari personaggi. Per i dialoghi con i personaggi secondari che si trovano in città o nei dungeon sono stati usati
i text boxes senza alcun tipo di doppiaggio.
Durante questi cinque lunghi mesi di distanza dall’uscita di Reminisce la domanda che quasi tutti si saranno chiesti è: tutti i quesiti posti sin da Roots avranno
finalmente una risposta concreta? I caratteri dei personaggi secondari incontrati fino ad ora si rileveranno? Sarà quello di Redemption un finale degno di una grande
trilogia? Ma soprattutto, lascerà la trama di questo gioco spunti per una nuova futura serie di .hack? La risposta a queste domande è un generale si. Infatti la
trama si conclude abbastanza bene, la soddisfazione di aver seguito tutte le vicende di Haseo e degli altri Epitaph Users è davvero grande, ma è anche vero
che alcuni personaggi non trovano posto nella vicenda, altri sono addirittura troppo dentro nella vicenda senza che ne venga spiegato né il motivo né il loro
ruolo, e questo è un difetto abbastanza rilevante nella valutazione generale dei personaggi in quanto alcuni di essi se ben sviluppati potevano essere considerati
veramente di alto livello anche all’infuori del panorama della serie.
La caratterizzazione psicologica dei personaggi si è sempre mantenuta su un buon livello nei due precedenti volumi. Chi in Rebirth e chi in Reminisce, ogni
personaggio ha avuto modo di far parlare di sé occupando molto più spazio di altri personaggi, e Redemption non fa eccezione.
I personaggi principali di Haseo e Atoli, gia sviluppati ampiamente nei due volumi precedenti, dimostrano la piena maturazione e reagiscono in una marea più adulta
e concreta alle varie difficoltà che gli si presentano davanti. Altri personaggi che erano rimasti nascosti si mostrano meglio qui. Viene spiegato il rapporto tra il piccolo
ed indifeso Bo e la sua tenace sorella maggiore Saku, si rivela finalmente il carattere di Yata dando spiegazioni di sé tenute fino ad ora nascoste, Sirius conferma il
carattere da combattente d’onore dimostrato in Reminisce, mentre il vecchio capo della gilda Moon Tree, Zelkova, entra attivamente all’interno della vicenda dimostrando il
suo ruolo di hacker, dove anche se non fa parlare molto di sé fa intuire chiaramente la sua posizione all’interno dell’intera storia di .hack, soprattutto se compreso il
ruolo avuto nei capitoli della prima serie. Anche Aina, la sorella di Ovan, gioca bene il suo ruolo nella storia. Sono stati tenuti in disparte personaggi come Kuhn, Gabi e
Kaede, il primo perché ha gia fatto pienamente parlare di sé in Rebirth, gli altri sono esempi di personaggi mancati di cui ho parlato sopra. Gabi in particolare
rimane la delusione più grande: nella trilogia il capo della gilda dei Pkers si dimostra un personaggio che sa cosa sta succedendo veramente all’interno di The World,
è un vecchio amico di Ovan, è dimostra un comportamento all’apparenza socievole e scherzoso, ma tutto ciò viene solamente accennato e rimane
tale anche alla fine del gioco. Le prospettive per un buon personaggio c’erano tutte, peccato che non sia stato sfruttato a dovere.
Il miglior personaggio uscito da questo terzo volume però è sicuramente Ovan. Il suo rapporto con Aina, come è venuto a contatto con AIDA,
perché ha scelto di diventare Tri Edge, perché fin dall’inizio si è interessato ad Haseo, perché lo ha spronato a diventare più forte e a
cercare tutte le otto fasi di Morganna, il suo ruolo negli eventi, tutte caratteristiche che una volta rivelate ne elevano il personaggio al livello dei più carismatici fino ad
ora visti su console PS2.
Il livello di qualità della narrazione è discreto, ma è anche incredibilmente altalenante. In certi momenti è ottima, le fasi più
complicate vengono spiegate in modo chiaro e senza problemi di alcun tipo. In altri momenti invece, la narrazione si presenta scadente. Certe frasi danno la sensazione di
essere state aggiunte tanto per prolungare le cutscenes, costringendo noi giocatori a leggere cose che non ci saremmo mai aspettati di sentir dire da certi personaggi. Se a
questo aggiungiamo certe frasi di gameplay come gli avvisi di andare a leggere la posta, l’aria negativa attorno alla narrazione si avverte ancora di più. Nel
complesso comunque prevale l’aspetto positivo visto che la maggior parte delle volte il plot “costringe” il giocatore a continuare a giocare per la elevata curiosità di
voler sapere cosa succede dopo, soprattutto nelle fasi finali del gioco.
Come gia detto precedentemente, la trama della trilogia si conclude in maniera abbastanza buona, ma lo script mediocre realizzato penalizza troppo il livello qualitativo della
storia.
Se lo script fosse stato più massiccio, se nell’arco dei tre volumi avessero sviluppato prepotentemente tutti i personaggi e collegato tutti gli avvenimenti attraverso un
filo logico preciso, i risultati sarebbero stati ben diversi. E’ questo è un vero peccato, perché le potenzialità per un gioco imponente c’erano tutte, e a
dimostrarlo sono le varie guide uscite negli ultimi tempi che hanno fatto ciò che il gioco doveva fare. Per esempio, il gioco non dice e né fa intuire che il
giocatore dietro Haseo sia in realtà Sora, il bambino che 7 anni prima si divertiva a uccidere gli altri giocatori, che venne a contatto con Skeith e che finì in
coma; vengono fatti solo dei minimi (anche se significativi) riferimenti alle storie di due personaggi, Kuhn e Endrance, gia visti in passato sotto i nomi di Sieg ed Elk, stessa
cosa per Zelkova, alias Helba della prima quadrilogia. Se il gioco avesse spiegato questi tipi di connessioni avremmo probabilmente assistito ad una delle produzioni
più belle e meglio realizzate dell’intera storia videoludica.
Get Stronger, Haseo
Dopo aver analizzato il comparto narrativo, passiamo a parlare del gameplay.
Ancora una volta il giocatore verrà immerso nel gigantesco MMORPG The World, un mondo di gioco dove l’esplorazione dei dungeon rappresenta il cuore centrale del
gameplay.
La formula è rimasta la stessa dei due precedenti volumi: ci ritroveremo in città a organizzare il party e a preparare, vendere o comprare oggetti e armi per
poi partire alla volta di dungeon pieni di mostri e alla ricerca di nuovi oggetti sempre più rari.
A condire questa formula è presente il menù del desktop che fa da postazione per la connessione diretta a The World dove troveremo la casella di posta
elettronica per poter leggere i messaggi inviati dai compagni, una sezione che funge da telegiornale dove vengono trattati tutti i fatti di vario genere che accadono nel mondo
reale contemporaneamente alle vicende di Haseo e compagni, un gioco di carte e tantissimi forum dove poter leggere tantissime cose interessanti inerenti alla storia di
background del gioco e approfondimenti sugli eventi più movimentati della narrazione.
Il gioco di carte purtroppo si riconferma la delusione immensa che è stata nel precedente volume: il nostro compito è quello di organizzare un mazzo di carte
per mandarlo in battaglia contro i deck degli altri avversari. Dopo aver fatto questa operazione non dobbiamo far altro che tornare su The World e dopo un po’ di tempo
tornare a controllare se lo scontro ha avuto esito positivo o negativo, stop. Non c’è alcun tipo di interazione con lo scontro, tutto avviene automaticamente secondo
regole matematiche che analizzano i punti delle carte, e lo scontro è possibile vederlo solamente in “replay” dopo aver gia saputo il risultato. Deludente, considerando
anche che un buon gioco di carte avrebbe riscosso un successo incredibile tra i fan della serie e non.
Il sistema di combattimento è rimasto lo stesso dei capitoli precedenti. Il giocatore controllerà Haseo in un arena delimitata da una barriera blu trasparente,
con il compito di muovere gli altri personaggi del party assegnato al computer. Premendo ripetutamente il tasto X Haseo effettuerà una sequenza di colpi standard le
cui animazioni variano in base al tipo di arma scelto, con O si difende, con Triangolo si apre il menù, con R1 si attiva lo skill trigger per usare le varie abilità.
Dopo aver colpito ripetutamente un nemico senza subire grossi danni questo viene avvolto da fasci di luce di vario colore e si sblocca il Ren Geki. In questa modalità il
nemico è immobilizzato per qualche secondo e se si usa una skill questa risulta molto più potente ed è in grado di infliggere molti più danni.
Usando il Ren Geki e collaborando alla salute del gruppo si riempie la barra del morale, e quando questa raggiunge il livello massimo è possibile usare la tecnica
Awakening, che consiste in un potente attacco combinato di tutto il gruppo. E’ stata riconfermata la tecnica adottata in Reminisce del Weapon Change che permette di
cambiare arma senza dover aprire il menù e interrompere il gioco.
Rispetto al capitolo precedente, il gioco presenta varie novità sin dall’inizio del gioco. E’ stata modificata la Divine Awakening adesso chiamata Avatar Awakening. La
tecnica adesso consente l’ottenimento di oggetti chiamati Virus Core che possono essere utilizzati per potenziare le caratteristiche delle Lost Weapon. Una modifica
estremamente utile visto che andando sempre più avanti queste armi speciali sarebbero state messe in disparte dalla potenza di nuove armi con valori molto piu alti
di potenza, mentre in questo modo il loro uso rimane ancora una buona strategia da adottare nei casi di difficoltà.
Grazie al torneo vinto in Reminisce è stata allargata ulteriormente la Home della gilda di cui Haseo è il capo, sbloccando in questo modo la possibilità
di upgradare gli equipaggiamenti oltre il livello 5 e fino al livello 20, aumentare ulteriormente le caratteristiche della moto e allargare il guild shop.
Un’altra piccola ma piacevolissima novità riguarda il menù degli oggetti e l’organizzazione degli oggetti in generale. Da adesso sul menù
dell’inventario sarà possibile vendere gli oggetti inutili semplicemente premendo il tasto Triangolo. Questo semplicissimo sistema va a risolvere quello che era una
delle più grandi limitazioni dei precedenti volumi, dove molte volte si era costretti a gettare roba interessante oppure tornare in città a depositare nello store
di gilda.
Un’altra bella novità riguarda le skill e le Awakening: adesso queste hanno un livello e usando una skill o una Awakening svariate volte è possibile farli
aumentare di livello e quindi aumentare la loro potenza distruttiva ed efficacia in combattimento.
Dopo qualche ora di gioco verrà sbloccata nei dungeon e nelle città la possibilità di sfruttare con un metodo di hackeraggio gli errori nel sistema per
ottenere nuovi oggetti e per avere accesso agli Outer Dungeon, nuovo tipo di dungeon con ambientazione cibernetica che ricorda molto le ambientazioni del film della Walt
Disney degli anni ’80 Tron. Questo dungeon sarà raggiungibile solo poche volte nel corso del gioco ed è accessibile solo tramite gli errori di sistema nei
dungeon e nelle città, e rappresenta il confine estremo della rete Net universale, un posto che non può essere raggiunto dai normali sistemi comuni e che
solo gli hacker conoscono. Nel gioco viene usato come rifugio per i bug e dove dorme Cubia, l’anti-esistenza del Sistema Perfetto, e viene definito come un luogo estraneo a
qualsiasi cosa che la rete offra, ma allo stesso tempo è direttamente connesso a The World.
La novità più consistente di questo nuovo volume comunque è la Xth Form. La nuova Form di Haseo che si otterrà solo nella fase finale del
gioco. Quest’aggiunta modifica parecchio il sistema di combattimento a cui i giocatori si sono abituati fino ad ora: innanzitutto, la nuova Form rende possibile usare un nuovo
prototipo di arma unico su The World e cioè le doppie pistole che sparano colpi ai nemici da qualsiasi punto dell’area di combattimento con un danno direttamente
proporzionato alla distanza tra Haseo e il nemico, una nuova skill di alto livello e la possibilità di effettuare un attacco speciale premendo R1 nel momento giusto
subito dopo aver usato una skill, ed infine, premendo il tasto O due volte velocemente è possibile eseguire degli scatti per spostarsi rapidamente da un’altra parte
dell’area.
Questa Form ha dei pro, ma anche dei contro. Il nuovo meccanismo di combattimento introdotto dona nuova linfa ad un sistema che durava gia da due giochi, e che
cominciava ad essere pesante; oltretutto, è anche semplice da usare ma allo stesso tempo è anche molto piacevole. In più la skill utilizzabile dopo
aver usato altre skill è un buon modo per poter tornare velocemente ad usare le pistole dopo aver ad esempio utilizzato una tecnica delle doppie lame. D’altro canto
però, questo sistema aumenta considerevolmente il livello di Button Smashing del sistema di combattimento. Molte volte basterà premere continuamente X
per vincere uno scontro, attaccare dalla media/corta distanza e difendersi solo se sta arrivando una magia sui giocatori, oppure eseguire il dash e scappare dagli attacchi per
poi continuare ad attaccare ripetutamente senza sosta. Considerando anche che il tasso di apparizione del Ren Geki usando questo sistema di attacco è diminuito
considerevolmente, si è costretti ancor di più ad attaccare senza sosta per concludere il prima possibile lo scontro, dimenticandosi quasi del tutto di usare
qualsiasi tattica.
Con enorme sorpresa per i fan della serie e non, è stato corretto il tasso di livellamento ed il rapporto difficoltà / esperienza ottenuta dai vari mostri nei
dungeon, forse il difetto più grave riscontrato nei primi due episodi della serie.
Sino a Reminisce, per superare un punto estremamente arduo bastava semplicemente andare ad allenarsi in un dungeon con mostri di livello più alto e combattere
mostri deboli che davano moltissima, e quindi il gioco permetteva di arrivare a livelli altissimi già nella prima metà della storyline. Qui in Redemption invece il
bilanciamento della difficoltà è molto migliorato e non servirà più andare in dungeon di alto livello sperando di poter prendere molta
più esperienza perché sarà soltanto un grosso spreco di risorse, visto che i punti esperienza non saranno alti. Questo “blocco di esperienza” quindi
risolve pienamente il problema, e di conseguenza, dona al gioco un vero livello di sfida nei dungeon più complicati e soprattutto nei combattimenti contro i vari boss
del gioco. Adesso combattere questi boss sarà molto più soddisfacente, se i personaggi sono sufficientemente allenati e avranno a loro disposizione un
equipaggiamento adatto al tipo di scontro, questo si trasformerà in un vero scenario mozzafiato dove la spettacolarità farà da padrona e l’elevata
difficoltà renderà la vittoria incredibilmente appagante.
Certo, sarebbe stato meglio che anche il problema del dungeon design venisse risolto…
Grafica e comparto tecnico
Graficamente Redemption si presenta bene sulla PS2. Non ha la cura per i dettagli di Final Fantasy XII, nè la pulizia di God Of War 2, nè tantomeno gli
splendidi effetti grafici degli sfondi di Valkyrie Profile: Silmeria, ma come potete vedere dalle immagini il risultato è tutt’altro che disastroso. Gli effetti grafici sono resi
alla perfezione, i tantissimi colori utilizzati donano un grosso spessore ai combattimenti soprattutto nell’uso delle skill e del Ren Geki.
Il comparto tecnico è buono, ma purtroppo è anche pieno di difetti molto evidenti. Il difetto più grande sta nella I.A. generale che non è stata
curata benissimo. Ad esempio, molto spesso capiterà di notare che in città i personaggi si muovono con movimenti casuali, non hanno una meta e di solito si
dirigono alla porta o al warp arrivandoci alla cieca. Lo stesso senso di vuoto si avverte nei combattimenti dove l’I.A. gestisce gli altri membri del party, infatti vedremo questi
muoversi ed attaccare senza uno schema preciso e se gli viene ordinato di stare nelle retrovie e curare questi si muoveranno continuamente in attesa di curare, finendo
sempre a subire gli attacchi dei nemici. Per il resto, al gioco serviva più libertà di movimento, servivano anche aree con molti dettagli in più e che
magari variassero la propria formula, ma il risultato, complessivamente, è buono.
You Smiled Kindly
Se la trama di .hack è talmente coinvolgente da appassionare anche i giocatori di ruolo più incalliti, il merito è anche di una splendida colonna sonora
che ne fa da contorno, composta dal talentuoso compositore Chikayo Fukuda. Gran parte dei pezzi sono di alto livello, e nel gioco la qualità complessiva è
buona, sebbene i momenti qualitativamente più alti si vedono proprio nei momenti cruciali della storia. A fare da apripista a tutti gli altri pezzi vi è la
splendida quanto tristissima “Vision of what’s to come”, il tema principale di Aina. Il resto non eccelle e nessun pezzo rimarrà nella mente del giocatore per sempre,
ma alcuni pezzi come Aiming for that place, Chains of Fate, Eight Keys, Final Overture e The Dawn becomes Dim sono talmente belli che verranno facilmente apprezzati da
tutti.
L’unica a spiccare veramente fra tutte è You Smiled Kindly, la composizione portante di questo terzo volume che accompagnerà i titoli di coda, opera della
splendida voce di Tomoyo Mitani. La canzone si addice perfettamente all’intero gioco, riassume tutto ciò che questo volume ci ha mostrato. Sentimenti come gioia,
felicità, tristezza, solitudine, disperazione, odio. Un pezzo che gli amanti della musica giapponese lenta e romantica non si dimenticheranno mai.
La qualità del doppiaggio è complessivamente buona, i doppiatori passano i pieni voti nel rappresentare i caratteri dei vari personaggi, ma anche qui i lati
negativi ci sono. Capita spesso che la narrazione sia lenta e poco fluida, le varie frasi hanno uno stacco di qualche frazione di secondo tra di loro e di conseguenza il voice
acting si stacca perdendo molto la sensibilità delle varie scene.
La qualità degli effetti sonori è discreta. Accompagnano il gioco in tutte le sue fasi, e non lo danneggiano in alcun modo.
Extra
Dopo aver visto lo splendido finale della serie, non resta che andare alla ricerca di tutto ciò che The World ha da offrire! Ritornano le vecchie, identiche quest dei
volumi precedenti delle Blacklist, della caccia ai Chaotic PKers, dei Bikmans, le ricerche degli animali e le gare con le moto, assieme alla gigantesca quest per completare tutti
i libri di Ryu per ottenere nuove carte da spedire ai compagni per sapere qualcosa di più su di loro, ma anche per ottenere i BGM e tutti i video del gioco. Fuori dal
gioco ci sono un sacco di forum da poter leggere, si possono ottenere tutti gli sfondi del desktop, si possono guardare i video sbloccati, si può guardare la seconda
puntata dell’anime Roots totalmente doppiata in inglese, oppure giocare al gioco di carte.
Oltre a queste semplici aggiunte, vi sono altre più corpose. Innanzitutto la possibilità di chiamare ad unirsi al party i nuovi personaggi ottenuti dopo il
completamento del gioco, come Shino, i tre Azure Knights o Bordeaux, poi andare a difendere il titolo di campione dell’arena, oppure andare ad incontrare una vecchia
amica.
Questa vecchia amica non è altri che Tabby, la ragazza gatta che ha accompagnato Haseo durante le vicende di .hack//Roots, che torna a far visita ad Haseo nella
nuova Forest of Pain, un dungeon di altissimo livello e di elevata difficoltà che comprende ben cinquanta piani, aperto dallo staff della CCCorps per inaugurare il
ritorno della Abyss Quest Battle, la quest che racconta la storia interna di The World e che ci porterà a combattere i boss più forti del gioco, Cernunnos e The
One Sin e trovare gli equipaggiamenti più potenti. Il livello consigliato per affrontare questo dungeon è alto, molto più alto di quanto sia il livello
necessario per affrontare il boss finale. Questo significa che la sfida è altissima sin dall’inizio, perché sarà necessario livellare moltissimo e preparare
armi e oggetti adatti, se si vuole arrivare alla fine.
Se non si ha voglia di affrontare la Forest of Pain, c’è altro da poter fare. In giro c’è un altro personaggio da reclutare, Natsume! Direttamente dalla prima
serie di .hack, la giovane ragazza adesso è una dei più forti PKers di The World, che va stanata e aggiunta al party.
Oppure qualcosa per i più romantici: il Wedding System, una chicca che regala il gioco che ci permetterà di far sposare Haseo con una qualsiasi delle
ragazze del party, esclusa Natsume, ma incluso Endrance!
Tutto questo pacchetto di missioni secondarie disponibili occupa un minimo di 12 ore di gioco, che se si vanno a sommare alle 16 ore di gioco necessarie a completare la
trama principale, fanno del titolo un gioco dalla longevità media, ma adatto sia a chi ha voglia di giochi corti, sia a chi vuole giochi densi di segreti.
Conclusioni
E siamo giunti alla fine di questa recensione. Prima di dare un giudizio definitivo però, è doveroso dire altre cose, molto importanti.
Redemption ha svolto il suo compito alla perfezione. Ha sollevato il livello qualitativo generale dell’intera saga, ricoprendo il buio lasciato dalla prima quadrilogia, ed adesso
è pronta ad affacciarsi alla nuova generazione con una nuova serie, di cui l’annuncio non tarderà ad arrivare. Gli spunti per la nuova serie sono stati
già gettati dal sequel di Redemption, l’OAV Returner, che avviene qualche tempo dopo il terzo gioco e che mostra il ritorno di Ovan e di AIDA, che finalmente viene
accettata da The World, e le vendite in terra nipponica della trilogia hanno soddisfatto pienamente i programmatori, che per inaugurare il successo hanno fatto uscire in
Giappone uno speciale di dodici pagine sul gioco, con commenti dello staff e dettagli sulla trama mai rivelati prima.
I programmatori si sono già espressi su un possibile seguito, parlando delle incredibili opportunità che le console di nuova generazione possono offrire per il
nuovo gioco, idee che non sono riusciti ad introdurre in G.U. a causa della limitata potenza dell’hardware PS2.
Non ci resta che aspettare quindi, nel frattempo però potremo decidere di attendere con impazienza un altro progetto in fase di lavorazione, probabilmente l’ultimo
capitolo della gigantesca opera G.U. Mi riferisco al da poco tempo annunciato .hack//G.U. Trilogy, un film in computer grafica della durata di 85 minuti che includerà
tutta la storia dei tre giochi e che verrà rilasciata sia nel formato DVD sia in quello Blu Ray Disc per una qualità grafica maggiore. Poi chissà, magari
nel frattempo arriverà la tanto attesa conversione PAL dei giochi…
Detto tutto ciò, non resta che dare il giudizio definitivo a Redemption.
Complessivamente il gioco è buono, se avete letto tutta la recensione avrete sicuramente capito quali sono i difetti più gravi del gioco. Naturalmente un gioco
con una così tanto scarsa I.A. ed un dungeon design che rasenta il ridicolo non può ottenere voti altissimi, ma fortunatamente la qualità della trama,
dei personaggi e del sonoro rendono il titolo un prodotto di grandissimo valore, soprattutto per coloro che desiderano storie articolatissime e piene di colpi di scena, anche
sacrificando la ricerca della perfezione in un gameplay.
Dare voti è quindi molto complicato, ma dopo un’attenta analisi, eccoli qua.
Voti:
-Grafica: 8
-Sonoro: 8
-Trama: 8
-Ambientazioni: 7
-Personaggi: 8
-Sistema di combattimento: 8
-Sviluppo: 8
-Extra: 9
Voto complessivo: 8