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Videogiochi


Recensioni » Suikoden V

Data di uscita: 23/02/06 - 21/03/06 - 8/11/06
Sviluppatore: Konami
Giocatori: 1
Autore della recensione: Yggdrasil
Versione del gioco: EU

 

Cover europea

 

 

Ritorno alle Origini

 

Diversi anni fa appariva su consolle uno dei migliori RPG per PSX, considerato da molti il degno rivale di Final Fantasy VII. Questo era Suikoden II.
Purtroppo, come spesso accade, non tutte le serie di videogiochi riescono bene dal primo all’ultimo capitolo. Questo è proprio il caso della serie Suikoden, che dopo un discreto terzo capitolo, ritorna lasciando l’amaro in bocca ai giocatori, con un quarto episodio non all’altezza delle aspettative.
La serie di Suikoden stava per essere messa nel dimenticatoio fino all’annuncio, verso metà 2005, dell’uscita di un quinto capitolo, con un ritorno alle origini degno di Suikoden II.

 

 

Introduzione al gioco

 

Viki George
World Map

 

Gli ambienti vasti, l’aspetto curato ed anche alcuni tocchi nella sceneggiatura mostrano subito una certa somiglianza con l’episodio più amato. Questo non è assolutamente un deterrente, e spinge anzi il gioco su dei binari che entro breve tempo ne decretano la riuscita sotto molteplici aspetti.
La trama nasce e si sviluppa in un lento inizio, introducendo un’enormità di eventi e personaggi, creando un background di vicende che improvvisamente esplodono in un fragore di colpi di scena e riferimenti al passato (chi ha giocato a Suikoden II si ricorda George Prime o la maghetta bella, ingenua ed un po’ imbranata che viaggia nel tempo??)
Il gioco incomincia tornando indietro! Semplicemente si vedrà il protagonista, ovvero il principe, e la sua scorta tornare verso il proprio palazzo reale. Verrà deciso il suo nome e poi lentamente si entrerà all’interno della storia.
Che vi troviate in una città, un dungeon o sulla mappa del mondo (completamente esplorabile, fa il suo gradito ritorno dopo due capitoli di ingiustificabile assenza), potrete muovervi agilmente utilizzando la croce direzionale o lo stick analogico sinistro, scelta consigliata in quanto potrete passare comodamente dalla corsa alla camminata in base al grado di inclinazione. Con i tasti sulla destra del joystick invece si potrà parlare con le altre persone all’interno di dungeon o città, entrare nel classico menù, aprire tesori o far far scattare determinati eventi, congegni etc... etc...
Vi sono numerosi oggetti d’equipaggiamento, sebbene all’inizio sarà facile trovarvi con molti personaggi da equipaggiare, con la tentazione di allenarli tutti, ma non si avranno ovviamente soldi a sufficienza. Tra l’altro il gioco è ben equilibrato perché i soldi per sistemare tutti i personaggi al meglio sono pressoché irraggiungibili, quindi non vi deve essere la paura che verso la fine del gioco ci troviamo con somme elevatissime senza sapere come usarle! Purtroppo la gestione degli equipaggiamenti da menu è leggermente confusionaria e macchinosa, ma almeno vi è la classica opzione automatica per mettere l’equipaggiamento migliore contenuto nell’inventario ed ovviamente non utilizzato da altri...
Il discorso migliora per quanto concerne l’equipiaggiamento delle magie, che i personaggi ottengono fissando delle rune magiche alla mano destra, sinistra oppure alla testa.
Ogni runa magica conferisce un numero variabile di poteri speciali ai protagonisti, che possono essere abilità passive (come la capacità di restitere agli status alterati oppure il graduale guadagno degli HP), oppure veri e propri incantesimi offensivi o difensivi.
Ogni personaggio possiede un arma che non è possibile cambiare nel corso del gioco, ma che andrà temprata dai fabbri che si trovano nelle città, cosicché aumenti il suo potere. Ovviamente il denaro necessario sarà sempre maggiore e così bisognerà scegliere chi potenziare prima e chi dopo, scelta ardua quando si tratta di creare una squadra di 3 personaggi su 6, figuriamoci se i personaggi da scegliere sono tra ben 108! Inoltre potrete acquistare e potenziare alcune abilità per personalizzare il vostro party. Ogni membro potrà equipaggiare due “skill” che conferiranno vari tipi di bonus, come ad esempio un miglioramento della capacità di evasione degli attacchi, un’aumento della frequenza dei critici e via dicendo.
All’inizio può sembrare costoso e limitato ma andando avanti nel gioco le possibilità sono molteplici.

 

Gameplay

 

Menu' Battaglia
Battaglia navale

 

Come in ogni RPG che si rispetti, anche in Suikoden V passerete molto tempo scontrandovi con gli avversari più disparati.
Normalmente dovrete gestire le azioni dei sei personaggi di cui fa parte il vostro gruppo, nel tipico sistema di combattimento scandito da rigidi turni. Oltre ad attaccare, usare incantesimi o oggetti, potrete anche scambiare uno dei personaggi con uno in riserva (potrete portare fino a quattro compagni extra).
Una delle novità introdotte in questo quinto capitolo sono le Formazioni. Il party sarà schierato in battaglia secondo una formazione precisa, scelta dal giocatore tra quelle disponibili. Ognuna di esse a punti di forza o punti deboli come per esempio alcune formazioni che danno attacco agli arcieri o ai maghi se messi ai lati o nelle retrovie, altri danno maggior velocità ad eventuali ladri o ninja etc...etc...
Peccato che per quanto ci si ingegni nel creare strategie stimolanti, il livello degli scontri resti sempre troppo facile, complice la velocità a cui i personaggi salgono di livello. Vi basterà mandare l’intero gruppo alla carica per vincere la maggior parte dei combattimenti senza alcuna difficoltà.
Rispettando la tradizione della saga, in alcuni precisi punti della trama vi troverete ad utilizzare altri due diversi motori di combattimento: uno per i combattimenti uno contro uno, ed un altro per le battaglie tra eserciti.
Il primo vi metterà al comando di un singolo personaggio contro un avversario. Una sorta di picchiaduro primordiale, altamente semplificato. A decretare il successo della vostra scelta sarà un meccanismo semplicissimo, simile al gioco della morra cinese, in cui l’attacco vince contro la difesa, che vince contro la mossa speciale. Potrete prevedere le mosse dell’avversario in base a ciò che dirà prima di colpire, e rispondendo prontamente con la giusta mossa. Seppur molto semplici, rimangonopiuttosto carini per l’ottima grafica e la carica dello “scontro verbale”.
Le Battaglie tra eserciti avverranno questa volta sotto forma di un semplicistico strategico in tempo reale. Muoverete un certo numero di truppe divise per categoria (arcieri, fanti e truppe pesanti) su una mappa. Per vincere dovrete soddisfare gli obiettivi posti dal vostro stratega di fiducia.

 

Grafica

 

Arshtat Artwork
Scena di gioco

 

La caratterizzazione dei personaggi principali (ben 108) sotto il profilo grafico è ottima, ognuno rappresentato nel classico stile "manga". Ottimi abiti ed eccellenti volti, il disegno non è stancante e nemmeno ripetitivo in quanto i tratti sono originali e non cadono nella classica faccia dagli occhi grandi e il naso insesistente alla quale cambiano semplicemente capelli!
Gli ambienti riescono a trasmettere ciò che vogliono rappresentare sia una grotta umida, che un arido deserto oppure un accogliente cittadina di castori (si ci sono città di castori!). Malgrado lo sforzo di diversificarli, però, a volte un’eccessiva presenza di spazi ampi inutilizzati e di texture troppo generiche ne minano l’originalità e alla lunga camminare per città immense su una strada grigia, con poco verde, tre persone ogni tanto e null’altro può stancare.
In battaglia i personaggi si muoveranno agilmente, sconfiggendo mostri (non troppo diversificati a dire il vero) con attacchi di vario genere, tutti accompagnati da buoni effetti grafici. Lasciano spesso a desiderare gli attacchi magici, troppo semplici e troppo simili tra loro.
Raramente, nel caso in cui lo schermo sia troppo affollato di poligoni, il gioco subisce una lieve perdita di frame, che non procura troppi fastidi al giocatore. Al contrario può risultare fastidiosa la lentezza di alcuni caricamenti, soprattutto quelli tra le scene non interattive e quelli prima dei combattimenti.
Insomma al di la dei 108 personaggi e dell’ambiente generico, si possono trovare alcune pecche dal punto di vista grafico.

 

Sonoro

 

Per quanto riguarda la colonna sonora c’è da dire che è un lavoro ben riuscito. Molto bello il tema di apertura iniziale caratterizzato da una buona orchestrazione e discreta originalità tipica di alcune canzoni videouliche di stampo nipponico.
Le atmosfere vengono espresse in maniera ottimale, senza mai essere ripetitive o sfociare nel banale. Consigliata anche ad un ascolto puramente per piacere personale in quanto i brani sanno essere allegri, tristi, epici, oscuri, tesi o dolci.

 

Longevità

 

Trovare 108 personaggi è un impresa lunga ed ardua. L’impresa di scovarli tutti si rivela un’esperienza memorabile soprattutto per il modo in cui viene arricchita la trama del variopinto mondo di Suikoden. Non mancheranno infatti riferimenti ad eventi passati e futuri e gradevolissimi ritorni. Talvolta però senza l’aiuto di una guida risulta pressoché impossibile trovarli tutti. Se deciderete di cominciare con lo svolgere queste 70/80 missioni facoltative (tolti quindi i personaggi che si uniranno al vostro gruppo obbligatoriamente) il tempo di gioco salirà verso le 80 ore. Se poi ci si sofferma anche a cercare oggetti rari, a potenziare ed allenare più squadre, a prendere magie e equipaggiamenti potenti allora il tempo di gioco slitterà tra le 100 e passa ore.
La trama è all’inizio è lenta, sfociando poi in un continuo di colpi di scena, tanto che ci si troverà verso le 15 ore di gioco ad essere solo all’inizio della trama per poi verso esserne totalmente presi verso le 30.
Anche seguendo la sola trama ed andando avanti velocemente il gioco non terminerà prima delle 40/50 ore.
Una cosa particolarmente interessante è che il titolo presenta alcuni bivi nella trama e diversi finali, che spingeranno sicuramente i giocatori più curiosi a rigiocarlo più volte per poterne apprezzare la storia in tutte le sue sfaccettature.

 

Fattore Sogno

 

Essendo un gioco di ruolo non può mancare un adeguato coinvolgimento mentale da parte di colui che utilizza questa sorta di "romanzo interattivo".
Con Suikoden V, tentando di dare un idea, comunque molto difficile da esprimere in termini "reali", ci si trova immersi in un mondo seicentesco popolato da magia e guerra, da politica e immensi paesaggi mistici ed incantati, dai normali cittadini delle città, tutti abbastanza simili tra loro, a 108 personaggi "del destino" ognuno con una buona caratterizzazione ed una superba realizzazione sia sul piano fisico sia su quello dell’abbigliamento, originale ed elegante.
La trama è ricca di colpi di scena e favorisce il "voler sapere come finisce" inducendo a giocare. uttavia manca un po’ di quell’incanto dipinto sulle saghe alla Tales of di Namco o alla Final Fantasy della ormai nota Square-Enix che con quei mondi Cyber-Punk, tra tecnologia e semplicità, ricchezza e povertà, prigionia e libertà.
Ecco forse Suikoden V è più diretto, meno da “viaggio mentale”, più attinente ad un che di eroico-politico nemmeno così distante dalla concezione realistica. Uno cresciuto a GDR Nipponici è difficile che lo trovi improbabile ma entusiasmante come alcune storie "infinite" e poetiche, ma non per questo è meno interessante. Anzi, proprio per questo può risultare piacevole.

 

Voti

 

STORIA E TRAMA: 8

Coinvolgimento piuttosto buono. Ottimi intrecci e colpi di scena da lasciare decisamente sorpresi. Non cade quasi mai nel pacchiano o nello scontato.

 

PERSONAGGI: 7

108 personaggi sono difficili da caratterizzare. Tuttavia ognuno di loro ha determinati modi di fare piuttosto definiti durante la missione per il loro “arruolamento”. Quelli obbligatori vantano una miglior presentazione ed infine ve ne sono 6 che sono i protagonisti della vicenda i quali sono psicologicamente più curati. Una punto di forza, o una pecca, dipende da chi gioca, può essere il fatto che il protagonista vero e proprio, il principe, non parla mai ma saremmo noi che attraverso alcuni dialoghi potremmo scegliere tra due o più opzioni, impersonando il protagonista, per quanto possibile.

 

GAMEPLAY: 6.5

Ritorno alle origini per numerosi aspetti. Un po’ confusionario all’inizio il sistema di equipaggiamento, potenziamento, skill e magie. Battaglie un po’ troppo semplici ed incontri casuali numerosi con caricamenti lenti. Dopo qualche ora di gioco, presa confidenza con il menu e notato che le battaglie sono semplicistiche si passa sopra alcuni aspetti negativi e un po’ raffazzonati rispetti a tutti gli altri positivi.

 

GRAFICA: 7.5

Grafica di gioco particolarmente buona. Peccato per gli ambienti a volte troppo vasti e spogli, con una scarsa varietà di colorazioni. Interni delle taverne e delle botteghe anche spogli. Possibilità di decorare la propria base. La grafica di battaglia non è nulla di particolare. Menù, monocromatici ed un po’ scarni. Molto belle invece le scene di intermezzo o parlate che utilizzano il motore grafico di tutto il gioco, tra cui anche gli scontri uno contro uno.

 

SONORO: 8

Buona colonna sonora con atmosfere ben delineate. Piacevole l’ascolto. Bella la Opening.

 

LONGEVITA': 8.5

Possibilità di circa 80 missioni facoltative per il recupero dei personaggi non obbligatori. 108 personaggi da sistemare ed allenare. Creazione di una base segreta e suo rispettivo abbellimento con quadri, vasi e statue. Alcuni minigiochi divertenti sono presenti all’interno del gioco. La trama principale da sola può occupare sulle 50 ore di gioco.

 

TOTALE: 8

Buon gioco. Tra la rosa dei GDR disponibili su PS2 in Italia è sicuramente tra i migliori. Inoltre la versione PAL è localizzata in lingua italiana (ma con errori di battitura). Originale, lungo, con una buona trama e ottimi personaggi. Peccato per alcune pecche quali la scarsa caratterizzazione dei menù e di alcuni fondali cittadini un po’ spogli e monocromatici. Non vi sono molte missioni facoltative oltre il reclutamento di 80 personaggi non obbligatori. Ma con questo si raggiungono già tranquillamente le 80 ore di gioco quindi non si sente il bisogno di ulteriori aggiunte.

 

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